Bullismo dell'illegalità
Si prendono gioco della legge e delle istituzioni e ti pisciano addosso
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Un'abominevole vicenda, non accade in Bielorussia, o in uno di quei paesi non democratici e corrotti, dove vale la legge del più forte, siamo in Italia, nel tanto osannato stato di diritto.
Fatti e personaggi sono reali. Mi chiamo Coro Cosimo e l’Azienda nella quale lavoravo è l'Ala Fantini di Montemesola Taranto, la sede a Lucera in provincia di Foggia, produce laterizi.
Avrei voluto farne a meno di raccontare i fatti miei, ma non posso, sto cercando di stanarli per farmi restituire i miei soldi.
Dopo tante umiliazioni, sentirmi dire dal dottor Luciano Vantaggiato, la busta paga è a posto, sentirmi dire dall’Agenzia delle Entrate hai preso il Tfr e devi pagare. Si sono aggiunte anche le umiliazioni per colpa della mia ex avvocata.
Non faccio il nome, ci penserà la magistratura, ho fatto un esposto alla procura della repubblica e all'ordine degli avvocati, e per mio dovere di cittadino, in quanto lei un politico con delega istituzionale, ho segnalato il caso al presidente della repubblica Sergio Mattarella e al presidente della regione Puglia, Michele Emiliano. Aspetto una risposta, tipo ci attiviamo presso le autorità competenti per le dovute verifiche, sino adesso nessun riscontro.
A inizio 2010 mi misi un'avvocata per chiedere i 5.000 euro che mi furono sottratti dalla mia ultima busta paga, praticamente rapinati, e dopo il tentativo di mediazione all'ufficio provinciale del lavoro, con esito negativo, perché non si presentò nessuno dell'azienda, ho fatto ricorso.
Arrivato il giorno, non ricevetti avvisi per posta, mi avvisò l'avvocata stessa, in tribunale mi ha condotto davanti a una stanza chiusa con la scritta locale inagibile, esclamò, l’hanno rinviata, non esisteva nessuna causa. L'ho scoperto di recente, ho chiesto prima a lei la documentazione del ricorso, che non mi ha dato, quindi ho chiesto il contenuto della pec inviata da lei stessa al curatore fallimentare, per essere esatti curatrice, e non sta allegato questo documento alla mia domanda di insinuazione al fallimento. Sarebbe servito per poter dimostrare di essere passato prima dalle vie legali.
Il piano se lo aveva studiato nei dettagli, quando ci incontrammo era in compagnia della sua segretaria ed entrammo in tribunale, mi disse aspetta qui, dopo un po' tornarono e ci incamminammo in un corridoio, e ancora, speriamo che facciamo in fretta che ho un impegno importantissimo e devi farmi una cortesia che siamo appiedate, ci devi accompagnare al mio paese.
Cercai di leggere alcuni fogli attaccati alla porta chiedendole per quando era stata rinviata, e immediatamente esclamò andiamo andiamo che ho troppa fretta, quando ci sarà l'udienza ci avviseranno, io per non sembrare diffidente, non lessi nulla né sospettai di nulla. Anche perché non avevo alcun motivo, ero tranquillo, era il mio avvocato di fiducia e mi aveva già fatto la mediazione all'ufficio provinciale del lavoro, e sino a quel momento non mi aveva chiesto soldi, l'ho pagata successivamente. L'unica cosa che pensai la bizzarria che il giudice ti rimanda una causa per una aula che non é disponibile.
Ricordo bene, mentre andammo via mi disse, questa non era l'udienza, si doveva definire solo la sede, o qui o a Foggia, e visto che non si é fatto nulla é a nostro vantaggio, la sede sarà quí a Taranto e la prossima volta sarà l'udienza. Ero nuovamente in attesa di un'udienza inesistente. Già un rinvio e non era neanche la causa, evidentemente, voleva portarla alla lunga e arrivare a dirmi che é tutto prescritto.
Nel 2013 l'Ala Fantini é fallita, un imprevisto, un'occasione per riabilitarsi, e invece pianifica il piano b. L'avvocata bloccò il ricorso perché non si poteva più procedere, cosi disse lei, mi chiese di pagarla per il lavoro già fatto e le diedi il mandato per l'insinuazione al fallimento.
Nel frattempo diventa membro di un'importante partito politico e componente di una commissione etica regionale, e quindi pensavo che era per questo motivo che trascurava gli impegni professionali.
Settembre 2017, siamo arrivati agli ultimi giorni dei 30 utili per gli invii delle pec dei creditori al curatore fallimentare. La scadenza di calendario era di domenica, ma per regolamento si anticipa al venerdì lavorativo. il mese era quasi passato senza concludere l'invio, stranamente l'avvocata mi assicurava di inviare, telefonavo alla curatrice e non riceveva. E l'ho più volte invitata a chiamare direttamente lei la curatrice per capire se la mancata ricezione fosse dovuta a qualche disguido tecnico.
La curatrice mi consigliò, se il tuo avvocato ha problemi di mettere insieme la documentazione, dille di inviare subito la pec con la domanda, e poi con calma potrà integrare tutti i documenti anche dopo la scadenza. Riferii all'avvocata, ma non lo ha fatto.
Il venerdì l'avvocata non riceveva, quindi il giovedì era l'ultima possibilità. Le dissi, stasera assolutamente mi devi inviare la pec che domani sei chiusa, mi rispose dopo che finisco con i clienti. Io seduto di fronte e lei al computer, con la mia cartella aperta sul tavolo batteva sulla tastiera. Le dissi, finalmente, tanto ci voleva per inviare una pec? Ti lascio lavorare tranquilla e ti saluto, poi mi fai sapere.
Il giorno seguente, il venerdì, poco prima delle 20, alle 20 chiude lo studio della curatrice, mia moglie mi fa, l'avvocato ti sta prendendo in giro, se fai in tempo chiami alla curatrice e chiedi se ha inviato la pec. Impossibile che non l'abbia fatto, ieri l'ha inviata in mia presenza. Mia moglie insiste e mi decido, chiamo al telefono la curatrice, mi risponde non è arrivato nulla a tuo nome. E subito invio un messaggi uazzap all’avvocata, con ancora una volta il numero di telefono e le dico chiami la curatrice per capire perché non ha funzionato e si fa in tempo a risolvere.
Mi risponde alle 20 e 11, ho pure la ricevuta.
Rispondo io, comunque chiamiamo che ci deve far capire
Mi invia un messaggio alle 20:48, chiamato, abbiamo risolto.
Le rispondo io, sono curioso, cosa era successo?
Mi risponde, secondo me hanno infilato la mail in un altro fallimento e comunque per stare tranquilli domani rimando.
Abbiamo risolto e poi dice secondo me, e sto cercando ancora di capire come si infila una pec da qualche altra parte.
É incredibile la sua audacia, é tutto riscontrabile su uazzap.
Il lunedì chiamo la curatrice e mi informa che la pec é stata ricevuta la sera precedente, domenica alle 18:19, e mi avverte, purtroppo devo rispettare l'ordine di arrivo, e quindi sarai classificato come creditore ritardatario, e poi fui escluso per mancanza di documenti che attestavano il credito.
E la busta paga non fu presa in considerazione in quanto indecifrabile e priva di una analisi, l'analisi era allegata, ma secondo la curatrice era redatta in modo non professionale. La fece fare lei stessa, l'avvocata, da una consulente sua conoscente.
Alla pec risulta non allegato neanche il documento che attesta la mediazione. Si é giustificata che é vietato dal regolamento allegare documenti che non sono specifici titoli del credito, quando le ho chiesto il perché.
Ha fatto di tutto per arrivare all'invio della pec a tempo ormai scaduto, e senza documenti importanti allegati come se fosse un obiettivo prefissato. É stata davvero un'esperienza degradante, era come se davo l'impressione alla curatrice che la mia insinuazione era poco seria. Ho ricevuto un brutto colpo dopo aver scoperto che per 10 anni ha solo cercato di cancellare il mio diritto di avere giustizia, e alla fine ci é riuscita.
Ingegner Filippo Fantini, sei un ladro e pezzo di merda, mi hai rubato i soldi e hai corrotto pure la mia avvocata. Come cazzo hai fatto a convincerla, che di 5 miseri mila euro si trattava, potevi pure proporle di darle tutto a lei, 5 mila euro non fanno gola neanche a un avvocato morto di fame.
A quale personaggio importante sei andato a bussare, cosa le é stato dato in cambio, impossibile soldi, scommetto che avete fatto uno scambio di favori. Come cazzo ha fatto a diventare membro di un partito politico e componente di una commissione, e senza neanche candidarsi? Non é che ci vuole un genio. La corruzione é un reato, e se sta di mezzo la politica il reato é ancora più grave.
Tutto ebbe inizio dal fatto che nel laterificio di Montemesola era prassi smaltire l’amianto in clandestinità, e io dipendente, nel 2005 scrissi un articolo e lo pubblicai in rete e quindi partirono le indagini delle autorità, fui licenziato e riassunto dopo 4 mesi. 3 anni dopo nel 2008, lo stabilimento di Montemesola fu chiuso definitivamente per ristrutturazione aziendale. Per vendicarsi l’ingegner Filippo Fantini mi ha rubato 5.000 euro dall’ultima busta paga che era comprensiva di Tfr.
Per la cronaca i Fantini sono gli stessi dei veleni di Giardinetto in provincia di Foggia. Ne hanno parlato più di una volta sulle tivu nazionali. La giunta di Michele Emiliano ha stanziato 29 milioni di euro per bonificare il sito, ma che cazzo hanno combinato questi bastardi per preventivare una spesa di 29 milioni di euro?
E per quale ragione non si provvede a confiscare i beni di famiglia anziché metterci denaro pubblico?
Circa 2 o 3 anni dopo dall’acquisto di questo laterificio di Montemesola, era uno stabilimento che aveva già degli anni, uscì la legge che vieta l’uso di amianto e Paolo Fantini, il padre di Filippo, se lo prese in quel posto, perché si è ritrovato con l’imprevisto dei costi per lo smaltimento dell’amianto contenuto negli apparati industriali installati prima del 92. E quindi era necessario trovare un modo alternativo a costo zero.
L’amianto periodicamente veniva gettato tra i cumuli dei cocci di laterizio, il rottame veniva usato come materiale per le pendenze e i massetti sui terrazzi, e siccome i clienti che venivano a caricarlo contestavano che era mischiato l'amianto, si usava a volte anche il cassonetto dell’immondizia che era a disposizione della palazzina. Si trasportava il cassonetto all’interno del capannone con un muletto.
L’amianto che restava all’interno dello stabilimento, con altre tipologie di fibre ceramiche, vennero smaltite illecitamente dopo la chiusura definitiva, con la demolizione degli impianti.
Per mia correttezza, sono state smaltite a regola le corde guarnizioni dei carri forno poiché erano troppo ingombranti, erano lunghe 4 metri, e 5 centimetri di diametro, un centinaio di corde.
E dopo l’ispezione dell’autorità vennero smaltite a regola le coperture in eternit di alcuni capannoni, e un po' di lana di vetro che stava in un magazzino.
L’autore della mia busta paga fu il capo del personale il dottor Luciano Vantaggiato, che oltre a sfilarmi 5 mila euro, falsando che io in precedenza insieme ai miei colleghi avevo ottenuto un bonus all’esodo di 5 mila euro, e quindi dall'ultima busta paga andava recuperato, perché di comune accordo dopo la disattivazione della produzione mi concessero di lavorare ancora, a condizione che rinunciavo al bonus, e appunto il bonus non l'ho avuto.
Dicevo, oltre ai soldi mancanti mi ha inserito maldestramente nella busta paga i dati Tfr del precedente rapporto di lavoro, solo i dati senza il corrispettivo.
Solo forzando il software è possibile inserirli perché in conflitto con la nuova data di assunzione.
Un lavoretto da grandissimo figlio di puttana per danneggiarmi ancora di più e umiliarmi, perché l'Agenzia delle Entrate nel 2012 mi chiese il pagamento di una tassa separata relativa appunto al Tfr del mio precedente rapporto di lavoro, praticamente quasi tutto ciò che mi era rimasto nella busta paga, se avessi pagato mi restavano solo 300 euro.
E’ stato degradante, un'odissea durata 2 anni. Tanti impiegati a disposizione per il mio problema per quante volte ci sono andato e tutto perché un pezzo di merda aveva deciso così.
Questi due personaggi, Luciano Vantaggiato e Filippo fantini la mattina si alzano con la presunzione di comandare l'Italia, e raggirano legge e istituzioni a proprio piacimento. Neanche gli adulatori di un regime arriverebbero a tanto.
Poiché con l'agenzia delle entrate non riuscivo ad uscirne, nonostante contestassi che per il ripristino dei dati dovevano rivolgersi direttamente all’azienda, un giorno mi reco a Lucera per chiedere a Filippo Fantini di inviare i dati corretti all’agenzia delle entrate e per chiedere anche la restituzione dei miei soldi.
Avevo comunque già dato mandato ad un’avvocata, ma solo per il recupero del denaro, poiché con l'agenzia delle entrate non era possibile fare ricorso prima della ricezione della cartella.
Ci andai in compagnia di un mio amico.
Il pavimento degli uffici è sollevato rispetto alla piano stradale, ci sono 2 o 3 gradini, questo particolare è importante, entrammo e presentandomi chiesi alla segretaria che stava in portineria di poter parlare con l’ingegner Filippo Fantini, e quindi lo chiamò al telefono.
La segretaria mi riferì di attendere.
In portineria, alle spalle della segretaria seduta alla sua scrivania, c’è una finestra che si affaccia sull’entrata, e anche questo particolare è importante.
Dopo un paio di minuti, si presenta il capo del personale il dottor Luciano Vantaggiato, colui che mi ha fatto la busta paga, e mi rivolgo ancora una volta a lui per reclamare. Subito dopo arriva un impiegato e si mise a cercare qualcosa in fondo alla stanza dalla parte opposta alla finestra.
Vantaggiato prese tra le mani la copia della busta paga che gli mostravo e si rivolse al mio amico: é il suo avvocato lei? Tra parentesi, la mia avvocata la conosceva meglio di me, forse non di persona, ed io non lo sapevo.
Il mio amico gli rispose, no sono un suo amico, e Vantaggiato proseguì, questa busta paga é a posto, vedi questi numeri, questi si sommano con questi e cercava di spiegargli a modo suo il contenuto della busta paga.
Gli dissi, vabbè tanto adesso devo parlare con Filippo Fantini. In quel mentre l’impiegato cercò con me di aprire un discorso, che le cose andavano male per la crisi economica, mi misi a discutere con lui volgendo le mie spalle alla finestra. Vantaggiato continuava a parlare col mio amico.
Dopo alcuni minuti ci salutarono, prima uno e poi l'altro e si allontanarono tra le stanze.
Aspettai ancora alcuni minuti, e squilla il telefono alla segretaria.
Chiusa la chiamata, mi dice, signor Coro, purtroppo l’ingegner Fantini è andato via urgentemente per impegni molto importanti e probabilmente oggi non torna. Sembrava imbarazzata perché mi aveva messo in attesa e aveva ascoltato il motivo per cui ero lì, e per sdrammatizzare mi disse, Lei che viene da lontano, la prossima volta prima di partire prenda un appuntamento.
Deluso ce ne andammo, il mio amico rideva perché Vantaggiato lo aveva preso per il mio avvocato. Gli dico, non ce l’hai proprio la faccia dell’avvocato, e mo' che sto mettendo tutto a fuoco, Vantaggiato non lo conosci, è un figlio di zoccola, quello ha sentito la mia voce, ha chiamato Fantini e ha organizzato la fuga.
Gli ha detto, me lo gioco io a Coro, lo distraggo e tu esci quatto quatto e te ne vai.
Quel vile di Filippo Fantini per non affrontarmi ha preferito scappare strisciando sotto la finestra come un verme.
Una notte, di un paio di anni fa, non riuscivo a dormire e decido di andare a dare mazzate al dottor Luciano Vantaggiato a Foggia. Arrivato nelle vicinanze, lo aspetto, il suo palazzo è internato.
Verso le 8 esce, aveva fatto una cinquantina di metri, e gli vado incontro, gli urlo, quando mi devi dare i soldi che mi hai rubato dalla busta paga?
Gli tiro due schiaffi in piena faccia, gli saltano gli occhiali e riesce a trattenerli, si gira via e scappa come un missile, e io dietro che lo rincorro fino al portone.
Certo é che a vedere il capo del personale, il dottore, un personaggio arrogante, correre terrorizzato davanti a me mi ha fatto sensazione.
Non trovava il buco della chiave, e io che continuavo a gridargli dietro la testa, figlio di puttana, voglio i miei soldi. Lo lasciai entrare e corro alla caserma dei carabinieri ad autodenunciarmi, pensai sicuramente verrà a lui a denunciarmi, così discutiamo anche dei miei soldi.
Raccontai i fatti di quella mattina e come si era arrivati. Aspettammo, non venne.
Eppure dopo averlo preso a schiaffi, ero convinto che mi avrebbe contattato per darmi i miei soldi. Una persona normale pensa, e se non gli diamo i soldi e questo viene la prossima volta per spezzarmi le ossa. Ho cercato io a distanza di qualche mese di contattarlo, ho chiamato due suoi coinquilini, prima uno e poi l'altro, per recapitargli un messaggio col mio numero. Gli ho inviato anche una lettera, e ho contattato con messenger il figlio, quello che abita nel suo stesso quartiere, non so se ne ha altri, non si é fatto sentire.
Dottor Luciano Vantaggiato, dal 31 dicembre 2008 a oggi sono passati 12 anni e 4 mesi, il cervello umano ha un limite di sopportazione, fai in modo di restituirmi i miei soldi, non ti illudere di portarmeli via per sempre
 

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