Storia ambientata nello stabilimento di laterizi Ala Fantini di Montemesola (Taranto) del gruppo Fantini con sede in Lucera (Foggia)

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La vera storia del re nudo

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Racconto di direttori stupidi e di ladri nella busta paga

Premetto che il termine "stupido" non è concepito come sostantivo per ingiuria della persona, ma è inteso come aggettivo qualitativo, sinonimo di negligenza. Ognuno si tenga il proprio valore che effettivamente si merita!

Il direttor Rotto ha ottenuto l’opportunità di effettuare il trapasso da capoturno e occupare il posto del dirigente epurato dalla società Ala Fantini che acquisì la proprietà dalla precedente Ala Pescara, consociata del Gruppo RDB con sede in Piacenza, verso la fine degli anni 80.
In questa occasione la nuova proprietà con un grosso investimento strutturale rinnovò gli impianti di produzione e trasformò, cosa importantissima, l'alimentazione degli essiccatoi e del forno, da olio combustibile a gas metano.
La classica fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Lo sprint dello stabilimento aggiornato trascina di conseguenza chi è a “capo” in modo direttamente proporzionale, pertanto al direttor Rotto gli sono stati incisi valori immaginari.
Sapete come succede? Viene considerato dai primi intelligente semplicemente perché è direttore.
Qualcun altro riflette: se io dico che non è intelligente, penseranno che non sono capace di saper valutare, gli altri pensano che lo sia, io devo essere l'unico a pensare il contrario? meglio dire di si. Poi qualche altro: se tutti pensano unanimi che il direttor Rotto è intelligente, vuol dire che lo è veramente. E così via e tutti pensano che lo sia davvero, sino a renderlo mitico. Il classico "effetto placebo”. C’è da aggiungere anche chi pensa che è intelligente poiché è remissivo alle proprie esigenze.

Giudicare non è una prerogativa soggettiva senza aver visto realmente qualcuno all’opera.
Il direttor Rotto è stupido! non sono io a dirlo, sono i fatti ed i fatti lo
confermano ed andiamo avanti! e se io dovessi definirlo intelligente, come tutti, non sarebbe appropriato e offenderei la mia intelligenza!
E a tutti quelli che lo considerano intelligente, state attenti poiché perseverare di faccia ai fatti rischiate di essere considerati altrettanto stupidi.

Adesso voglio raccontare qualcosa di me stesso, forse vi sembrerò patetico ma la responsabilità di dare un giudizio sulle incapacità altrui è tanta. Anche perché il racconto si fa più serio, sono andato pesante, come si meritano, e raccontare queste cose sul mio operato mi rende motivato a essere duro senza esitazioni. E inoltre devo poter giudicare oggettivamente sullo stesso livello, quello tecnico, poiché taluni dirigenti lo hanno sempre respinto di avere nelle proprie responsabilità, dichiarandolo apertamente in varie occasioni e nello svolgimento dei propri compiti si sono limitati esclusivamente alle formalità, segnare la giornata agli operai, prendere la lettura del contatore dell'enel, o fare il rapporto della quantità prodotta, niente di speciale.
Della qualifica da "responsabile di stabilimento" ne hanno fatto una carica e non un incarico, con tutti i vantaggi connessi, come accompagnare la propria moglie, col furgone aziendale, ai mercati rionali dei paesi vicini, assentandosi per delle mezze giornate dallo stabilimento.
.. Ed anche per non rischiare di essere considerato io stupido perchè anticonformista nel giudicare il dir. Rotto. Tra l’altro, oltre alla citazione di tanti attori, aggiungere i particolari rende genuina questa storia.


Nel 77, avevo circa 20 anni, sostituii un mio collega nella conduzione di un macchinario adibito allo scarico dei carrelli di laterizi essiccati nel nuovo stabilimento. L’impianto lavorava da circa 8 mesi.
Questa macchina aveva una imperfezione, con l’effetto di arrecare danni al prodotto, oltre a rallentare la velocità di produzione, oltre a richiedere l’impiego di manodopera per espellere i rottami, a causa dei prensili che lavoravano afferrando i mattoni nella parte superiore, per cui, essendo di terra secca e stretti in modo trasversale nella zona più delicata, si rompevano e se si diminuiva la pressione della stretta scivolavano, tutto mentre sopraggiungeva, e passava sotto, un nuovo modulo a 4 file di mattoni.
Mi venne un'idea
Fig. A
, chiamai il direttor Pasquarella e gliela proposi.
Il direttore Pasquarella accettò senza tentennare, anzitutto perché il problema era grave e non poteva fare altrimenti e poi ero un ragazzino, per cui non mi considerava una minaccia al suo prestigio, poiché i direttori, in generale, sono restii nell'accettare le idee degli altri, meglio non mettersi all'ombra dei sottoposti, non si sa mai.
E' significativo che in molti si attribuirono la paternità di questa idea. Senz'altro per rendersi importanti, in modo da poter fottere meglio.

Non per accanimento contro la stupidità del direttor Rotto, pertanto quanto sto per raccontarvi adesso, non deve essere interpretato come un modo per segnalare nefandezze, oltretutto non sono io né defraudato né derubato, ma sono stato soltanto condizionato dagli eventi colposi del direttor Rotto e del capoturno Caliente, per questo devo anche confermarla questa incapacità, anche perché sono stato accusato direttamente, seppur con tutti gli altri, di essermi appropriato di beni aziendali.

Sistematicamente avveniva che alcuni operai si allontanavano dal nostro stabilimento per andare a lavorare in una fabbrica manifatturiera "Spallinificio Meridionale" della famiglia Mannara, distante 2,5 km.
E' incredibile che questo avveniva sotto gli occhi del direttor Rotto e del capoturno Caliente.
Come arrivava qualcuno in furgoncino, riconosciuto, di questa ditta, all'interno dello stabilimento, si capiva che doveva prelevare qualche operaio.
Non sono bugie, ne eravamo tutti a conoscenza, dunque.. se fosse presente, il direttor Rotto apriva le braccia esclamando “mannaggia la madon!
Si limitava solo a questo.
Questo, a volte avveniva anche più volte al giorno, e spesso tali operai si allontanavano per il secondo lavoro, con doppio compenso, anche con il furgone aziendale. Inoltre venivano trafugati equipaggiamenti aziendali per tale spallinificio.

Un giorno fummo tutti riuniti nella sala riunioni ed accusati dal direttor Rotto di esserci appropriati indebitamente di qualcosa che non ci fu neanche detto cosa. Eppure se avesse voluto il direttor Rotto, avrebbe potuto formulare accuse specifiche a persone indiziate.
Fu come se cercasse un alibi per dimostrare che fosse all’oscuro del fenomeno, fenomeno che era arrivato al limite del ridicolo.
All’uscita dalla sala, alcuni di noi ci rivolgemmo agli altri per prendere l’iniziativa di fare un esposto alla Proprietà, dichiarando quanto effettivamente avveniva e respingere le accuse.
Mi impressionò la risposta di qualcuno che disse testualmente: ma che cazzo te ne frega, se mandano via un fesso, verrà un altro fesso che potrebbe essere anche peggio.
La morale è che questi considerava il direttor Rotto persona molto capace. Era uno di quelli che allungavano la mano nel pollaio.
Nonostante la presa di posizione del direttor Rotto il fenomeno non si arrestò, proseguì sino all’arrivo di un nuovo direttore, di cui anticipo la sua entrata, il direttor Spada. Infatti, nei primi giorni del suo mandato, constatando mancanze, ci radunò e ci minacciò di licenziamento.

Una volta accadde che un mio compagno di lavoro ammonì vivacemente uno dei presunti autori delle sottrazioni e si vide arrivare due raccomandate da un avvocato, una a nome del titolare dello spallinificio ed una a nome dell'accusato, in cui si minacciavano azioni legali per calunnie.
Allora il collega si rivolse al direttor Rotto per intercedere con la Proprietà affinché prendessero provvedimenti adeguati e per essere tutelato legalmente poiché era in ragione e cercava di fare gli interessi dell’azienda.
Il direttor Rotto si prodigò per mettere tutto a tacere.
Caro ex collega, ti rispondo io da questa mia storia: ma veramente eri convinto che il direttor Rotto potesse mettere al corrente la Proprietà? dicendo: mi faccio fottere sotto gli occhi.

Per quanto riguarda il valore tecnico del direttor Rotto, gli sono stati attribuiti grandi capacità senza mai illustrare operazioni in cui il suo intervento personale sia stato risolutivo.
Le procedure di ripristino degli impianti venivano dirette e svolte da personale preposto, e nel caso la soluzione appariva difficoltosa e tardiva, egli, il direttor Rotto, apriva le braccia esclamando mannaggia la madon!
Come se fosse pagato per piangere il morto, e non per resuscitarlo.

Una volta, dopo il trasferimento del direttor Rotto ad altra sede, il nuovo capoturno Sgombro, affermò che ad una richiesta del nuovo direttore Spada, sul metodo di lavoro del direttor Rotto, gli rispose testualmente: quando c’è un problema sugli impianti, il direttor Rotto si sofferma e non si allontana sin’ché non ha risolto il problema.
Senza dettagliare gli ha dato grandezza.
Io gli risposi che a me non risultava e gli chiesi di indicarmi un qualunque problema risolto. Mi ribatté con un “che ne sai tu?” detto con soddisfazione di chi si sente intelligente poichè solo le persone tali hanno la dote di riconoscere l’intelligenza altrui.
Non poteva essere altrimenti visto che il direttor Rotto lo ha sponsorizzato per passare da operaio a capoturno e poi da capoturno a direttore.

Vi racconto un fatto davvero impressionante sull’operato negativo del direttor Rotto.
Durante una fermata di manutenzione straordinaria, circa 6 mesi dopo il suo trasferimento e sostituito dal capoturno Caliente, furono notate dal personale intervenuto dalla sede aziendale, tra cui il geometra Giuliano, per un ispezione generale degli impianti, delle anomalie ai cannotti degli essiccatoi, organi che convogliano l’aria calda direttamente sul prodotto da essiccare.

Gli ispettori osservarono, a celle svuotate dai carrelli ed illuminate a giorno, che alcuni cannotti nelle varie celle, ed addirittura una cella tutta, presentavano i deflettori montati erroneamente in modo capovolto. Se ne accorsero per caso poiché non c’erano reclami in tal senso, all’occhio sembravano come le classiche finestre a persiana chiuse.
Per essere più chiaro, le alette deflettori in condizione obliqua sul corpo del cannotto risultano inclinate pur restando paralleli al pavimento, ma se si capovolgono, le alette guardano verso il basso, per cui la ventilazione non investiva i laterizi da essiccare.
Fig. B

I carrelli interessati da questa anomalia presentavano un prodotto fessurato e fragile con un alto tasso di scarto. Considerando che in condizione di produzione, tutti i carrelli degli essiccatoi venivano riciclati in un giorno e un terzo, i danni alla produzione sono stati ingenti.
Chi è esperto di fornaci sa’ che l’essiccazione dei laterizi è una fase, del processo produttivo, molto delicata se ci sono limitazioni di orario, per cui conosce bene il risultato che si ha in queste condizioni.
E’ tutto vero, non sono menzogne! non mi posso permettere di dire falsità su un mezzo di informazione potente come internet, non ero affatto solo in stabilimento.

Il mio stupore è che la responsabilità è stata data soltanto al direttor Caliente, ex capoturno, ormai il direttor Rotto non era più presente.
Osservando che la vita media di un cannotto è di circa 10 anni e la sostituzione, ad eccezione di rarissimi casi dovuti a motivi accidentali, avveniva se necessaria, in occasione di fermate di manutenzione straordinaria e che l’ultima fermata in ordine cronologico è stata fatta alcuni anni precedenti al trasferimento del direttor Rotto, per cui i suddetti carrelli di laterizi, giravano e generavano rottami da diversi anni e non solo da 6 mesi.
La responsabilità non era da attribuire soltanto al direttor Caliente, ma in concorso col nuovo capoturno Sgombro intromesso in questo frattempo, e soprattutto era da attribuire al direttor Rotto.
La cella numero 12, che aveva tutti i cannotti coi deflettori capovolti, era nota per la produzione di rottami, era denominata “la cella difettata”. Ma che difetto può avere un tubo con un ventilatore? Imbecilli!
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Cannotto Essiccatoio

Questa foto di cannotto è presa dal web, per cui i deflettori sono messi in modo corretto